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Uno sguardo in anteprima

Situato a circa 20 Km da Cagliari, il paese di Soleminis si distende in una zona collinare del Campidano di Cagliari al confine con gli ultimi rilievi montuosi di Serpeddì. Si tratta di una zona dedita alle attività agro-pastorali, tra le più fertili della Sardegna meridionale, le cui principali colture sono rappresentate dai vigneti, uliveti e cereali. Altre produzioni tipiche del paese sono il pane e il miele. Particolarmente diffusa è la raccolta delle erbe aromatiche.

In ambito zootecnico ha particolare rilievo l'allevamento avicolo.

Riguardo al toponimo sono state avanzate molte teorie, che però non riescono a convincere appieno: secondo quella più attendibile il nome deriverebbe dal latino ''sollemnis'', ad indicare un luogo in cui ogni anno si tiene una festa religiosa; altra interessante ipotesi che permette di avere riscontri oggettivi sul territorio, è quella che lo vuole derivante da Sol, o divinità del sole e da Eminens, cioè luogo elevato, forse ad indicare un sito in cui si venerava la divinità. Il nome Soleminis appare, comunque, per la prima volta nell' XI secolo quando il paese fece parte della curatoria del Parteolla nel giudicato di Cagliari.

Nel territorio sono numerosi i siti archeologici che testimoniano la presenza di significativi insediamenti dal periodo prenuragico.

Soleminis con la caduta del giudicato di Cagliari passa a quello di Arborea, nel 1258 il paese è in possesso della famiglia pisana dei Gherardesca e nel 1297 del comune di Pisa. Durante la dominazione aragonese prima e spagnola poi il paese appartenne a diversi feudatari. Rimasto deserto a seguito di pestilenze, il paese fu rifondato nel 1637 dalla nobile famiglia dei Vico, da questi passò agli Amat che lo tennero fino al riscatto del feudo nel 1839.

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